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Nell'anno che ha visto crollare l'invulnerabilità degli Stati Uniti e arrivare la moneta comune nelle tasche di 300 milioni di europei, l'Italia ha visuto una paradossale esperienza di governo: un pendolo tra performances internazionali da piano-bar e tentativi di rianimazione del sistema produttivo, legislazione criminogena e repressione della magistratura, incentivi a pensionati e famiglie e disincentivi a imprese desiderose di competere al riparo dagli altrui falsi in bilancio, solidarietà con l'America e scelte legislative capaci di ostacolare la lotta alla malavita (terrorismo compreso), elusione del conflitto d'interessi e rafforzamento del monopolio politico della comunicazione, politiche scolastiche e globalizzanti in conflitto con giovani che non accettano d'essere degradati da cittadini a consumatori. Queste cose sono descritte in undici "guerre", o capitoli. L'autore si muove da cronista, inviato speciale nei fatti. racconta i contesti e i particolari, lascia parlare altri giornalisti, politici, imprenditori, economisti, commentatori, personalità vere e dilettanri allo sbaraglio. Perciò il libro offre al lettore "materiali" d'ogni provenienza e tendenza, anche se, come tutte le "storie istantanee" scritte mentre i fatti si manifestano, non nasconde i sentimenti dell'autore: preoccupazione per il governo della destra e aspirazione ad un governo liberaldemocratico che non c'è.