autostop viavai

(Articolo tratto dal "IL GIORNALE DI VICENZA" di giovedì 17/07/2003)

Ex docente universitario fa fortuna con l’autostop
Con 55 euro da Bologna si va a Copenaghen

Lui era un apprezzato docente di matematica finanziaria, a Bologna. Il posto, tuttavia, deve essergli stato stretto visto che nel 1996, non ancora quarantenne, ha deciso di mollare tutto per fondare la prima società di autostop organizzato online.
Pollice alzato, ma solo virtualmente, perchè i suoi viaggi sono preparati a tavolino. Il sistema si basa su un database di offerte e domande: chi si mette in viaggio e offre un posto auto, e chi chiede il passaggio.
Così Arrigo Martini, thienese di 41 anni, ha lanciato "viavai.com", con sede legale a Thiene e centro operativo a Bologna. Digitando l’indirizzo web si accede all’omonimo sito e alle innumerevoli offerte di viaggi in Italia e Europa con tariffe che possono essere inferiori anche dell’80 per cento rispetto ad esempio a quelle dei treni.
Un esempio? Per raggiungere Copenahgen partendo dal capoluogo emiliano si spendono poco meno di 55 euro.
«E magari si riesce a tirare anche qualcosa con un ulteriore accordo fra le parti -aggiunge Martini. Le nostre tariffe sono indicative ma nulla vieta che prima di partite ci si possa accordare diversamente».
Ci faccia capire. Voi mettete in contatto l’autista e il passeggero?
«Abbiamo una bacheca virtuale dove sono esposti i viaggi. In parole povere ci sono delle persone che comunque farebbero quella tratta e che hanno dei posti liberi in auto o in camion. Li mettono a disposizione di chi deve raggiungere la stessa località o qualche meta intermedia».
Ma come fate a tutelare le persone che chiedono il passaggio?

«Coloro che offrono ospitalità in auto e quelli che la chiedono devono essere iscritti al nostro database e per farlo devono fornire documenti d’identità. Questo ci ha sempre permesso di far viaggiare sicuri i nostri associati. Noi non ci tratteniamo percentuali sui viaggi ma chiediamo solo la quota d’iscrizione per un anno, pari a 12 euro e 90».
Quindi una volta iscritti si può iniziare a fare questo autostop virtuale.
«Consultando il sito si trovano tutte le tratte disponibili e le varie offerte, sia per l’Italia che per l’Europa. Una volta trovata quella giusta ci si mette in contatto con l’offerente e si stabilisce la tariffa. In genere abbiamo un tariffario di riferimento. Per l’Italia il costo è di 3 euro e mezzo ogni cento chilometri, ma nulla vieta di accordarsi diversamente».
Lei era un rispettato docente. Come le è balenata questa idea?
«Vivendo in una città universitaria popolata da 60 mila studenti certi problemi si toccano con mano. Quando ho sentito che le tariffe ferroviarie italiane si sarebbero adeguate a quelle europee ho pensato che i giovani non si sarebbero più potuti permettere certi viaggi. E così...»
E così è nata l’organizzazione viavai. Ci risulta che il database sia ricco di iscritti; strano perchè in Italia l’autostop non è più così gettonato.
«Perchè è vietato su molte strade, e poi perchè i ritmi nostri sono cambiati. Oggi abbiamo bisogno di garanzie, di sapere quando partiamo e quando arriviamo. Ci piace l’organizzazione e noi siamo in grado di darla anche se parliamo di autostop».
Lei ha mai sperimentato una tratta?
«Sì, ovvio. Per andare a trovare la mia ragazza al sud. Ho fatto un viaggio tranquillo e con una spesa decisamente conveniente».
Sì, però la sicurezza...
«Come dicevo chiediamo i documenti a chi si iscrive. E’ un requisito fondamentale. Le dico che fra i moltissimi iscritti ci sono tantissime ragazze, e questo dà l’idea che non c’è pericolo».

di Dennis Dellai